Dialoghi in circolo - Taranto
Come si costruisce un confronto autentico tra cittadini su salute, ambiente e futuro di un territorio.

Nel cuore della questione ILVA, a Taranto, si è aperto un percorso strutturato in cui cittadini con posizioni anche molto distanti si sono seduti allo stesso tavolo, si sono ascoltati e hanno costruito insieme una serie di raccomandazioni concrete per le istituzioni. Questi sono i Dialoghi in circolo, un percorso fondato su due approcci integrati: la democrazia deliberativa, che punta a decisioni informate e condivise, e la giustizia riparativa, un metodo che mira a riparare i danni subiti dalle vittime di conflitti ambientali attraverso un processo dialogico che coinvolge attivamente tutte le parti, favorendo il riconoscimento reciproco e la responsabilizzazione collettiva. Particolarmente significativo è che i Dialoghi si siano svolti proprio a Taranto, una delle aree contaminate più estese d’Italia: suoli, acque sotterranee e fondali marini risultano contaminati, con ricadute documentate sulla salute della popolazione ed eccessi di mortalità per tumori, patologie respiratorie e anomalie già nel primo anno di vita.
Prima del dialogo: preparare il terreno
Prima di sedersi intorno ad un tavolo, il gruppo di ricerca ha dedicato mesi a costruire le basi: raccolta dati ambientali, sanitari e socioeconomici sull’area di Taranto, studio degli atti giudiziari e della letteratura scientifica, incontro con decine di esponenti del territorio, come sindacalisti, attivisti, esperti, tecnici, rappresentanti di associazioni.
Da questo lavoro sono nati due strumenti fondamentali: il “Documento di metodo”, che ha chiarito le regole del gioco, ossia come vengono selezionati i partecipanti, qual è il ruolo dei facilitatori, come vengono restituiti i risultati; e la “Guida alla discussione” che, invece, ha fornito ai partecipanti un quadro informativo comune ed equilibrato per garantire che il confronto partisse da una base condivisa di conoscenza.
Entrambi i documenti sono stati sottoposti ad un “Gruppo dei garanti”: un organismo indipendente composto da figure riconosciute per competenza e autorevolezza, con il compito di vigilare sull’equilibrio e la correttezza dell’intero processo. Non decidono, ma garantiscono che le regole vengano rispettate.

Quattro incontri, un percorso
20 Dicembre 2025 – Primo incontro
Partono i Dialoghi: presentazioni, prime impressioni, prime storie personali. È sin da subito emersa una sfiducia diffusa verso le istituzioni, percepite come lontane e spesso incapaci di garantire una partecipazione reale. Il tema delle bonifiche si è imposto con forza, descritto da molti come il nodo irrisolto per eccellenza. La domanda non era più “come migliorare l’impianto”, ma qualcosa di più profondo: la compatibilità strutturale di una grande acciaieria con una città.


10 Gennaio 2026 – Secondo incontro
Alla Biblioteca Acclavio, il gruppo è andato più nel dettaglio: bonifiche, lavoro, riconversione. È emersa la consapevolezza che lavoro e salute non possono continuare a essere contrapposti come se fossero incompatibili: le bonifiche e la riconversione ecologica possono essere anche fonti di nuova occupazione, a patto di un intervento pubblico serio e di lungo periodo.
17 Gennaio 2026 – Terzo incontro
La discussione si è qui spostata sul futuro: cosa può diventare Taranto oltre l’ILVA? È stata messa in discussione l’idea che la siderurgia sia una vocazione inevitabile della città, piuttosto che il frutto di scelte calate dall’alto. I Dialoghi in circolo sono stati riconosciuti dai partecipanti stessi come uno spazio raro: un posto in cui la voce dei cittadini conta davvero.


31 Gennaio 2026 – Quarto incontro e raccomandazioni
Il cerchio si chiude con la formalizzazione delle raccomandazioni. I partecipanti hanno trovato una convergenza sostanziale su alcuni punti chiave: la salute come diritto sistematicamente compromesso a Taranto; le bonifiche come prerequisito non negoziabile per qualsiasi scenario futuro; la necessità di un’informazione pubblica affidabile e indipendente; il valore degli strumenti di partecipazione come quelli sperimentati.
Il risultato: le raccomandazioni
All’esito degli incontri, sono state prodotte alcune “raccomandazioni”, che si articolano lungo cinque direttrici:
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Salute: rafforzamento strutturale degli studi epidemiologici — a partire dallo studio SENTIERI, da estendere anche a patologie non oncologiche — e attenzione specifica ai bambini, con risorse dedicate ai disturbi dell’apprendimento e alla valorizzazione delle strutture sanitarie esistenti.
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Ambiente e sviluppo: chiusura prioritaria delle fonti inquinanti nel SIN e bonifiche concepite non solo come intervento riparativo, ma come leva strategica per riqualificare competenze e aree produttive dismesse. Il modello di riferimento: esperienze europee come Bilbao o la Ruhr, città che hanno saputo reinventarsi dopo la deindustrializzazione.
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Identità e cultura: valorizzare Taranto oltre l’immagine industriale: patrimonio storico, paesaggio, cultura, costa. Percorsi di scambio con altri territori e coinvolgimento attivo delle scuole, con un’attenzione specifica alle giovani generazioni.
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Informazione: promuovere una comunicazione scientifica indipendente e comprensibile, formare giornalisti specializzati sui temi ambientali e sanitari, contrastare le narrazioni distorsive che alimentano conflitti e disinformazione.
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Partecipazione: istituzionalizzare strumenti come i Dialoghi in Circolo: non un’esperienza isolata, ma un modello da replicare per accompagnare le grandi decisioni pubbliche che riguardano salute, ambiente e territorio.


La restituzione pubblica
Il 6 marzo 2026, nella sala conferenze di Casa Viola a Taranto, si è tenuta la conferenza finale del progetto SEVeso. Ricercatori, cittadini e istituzioni si sono ritrovati per condividere i risultati: i dati della ricerca sugli impatti ambientali e sanitari, le raccomandazioni prodotte dai Dialoghi di Taranto e — in parallelo — i risultati del percorso gemello condotto nell’area dei Laghi di Mantova. Una chiusura coerente con l’idea che ha guidato tutto il percorso: la conoscenza, per essere utile, deve tornare alle persone.
Il proseguimento: la sostenibilità del progetto
La chiusura degli incontri non ha segnato la fine del percorso. I risultati dei Dialoghi in Circolo continuano a vivere attraverso diverse forme di disseminazione, scientifica e pubblica. Il 1° maggio, su invito del comitato Cittadini Liberi e Pensanti, i ricercatori parteciperanno alle iniziative cittadine di Taranto, portando i temi emersi dal percorso partecipativo in uno dei momenti di confronto più sentiti dalla comunità. È in fase di preparazione un volume che raccoglierà le attività e i risultati dell’intero progetto SEVeso, destinato sia alla comunità scientifica sia a un pubblico più ampio. Parallelamente, il sito del progetto ospiterà mappe tematiche interattive, costruite a partire dai dati raccolti nel corso della ricerca, per rendere accessibili a tutti le informazioni ambientali, sanitarie e sociali relative al territorio tarantino.
Link utili
- Progetto SEVeso (CIRViS – Unibo)
- Attività del Progetto SEVeso
- “Stai parlato” – Video presentazione delle attività
- Ecoreati, vittime e danni sociali: un’analisi giuridica e criminologica
- Analisi del contesto: il SIN “Laghi di Mantova e polo chimico”
- Analisi del contesto: l’area di Taranto
- Diritti delle eco-vittime, democrazia deliberativa e giustizia riparativa
- Le conoscenze su ambiente e salute per giustizia riparativa e democrazia deliberativa
- Studio metodologico sull’applicazione dei metodi GR e DD ai reati ambientali
- Dialoghi in Circolo: Laghi di Mantova
- “I Dialoghi in Circolo”: area di Taranto
- Linee guida percorsi “Dialoghi in circolo” (Giustizia Riparativa e Democrazia Deliberativa) nei casi di danno ambientale
