Salute e ambiente - SIN “Taranto”
SIN “Taranto”
Nell’area del Sito di Interesse Nazionale per la bonifica, SIN, Taranto sono inclusi i comuni di Taranto e Statte, con 189.461 e 13.136 residenti al 1° gennaio 2022.
Le conoscenze sullo stato delle bonifiche, delle matrici ambientali e dello stato di salute provengono: a) dai dati dello studio SENTIERI, b) da ulteriori studi promossi dalla Regione Puglia e da altre istituzioni dedicate; c) dall’indicatore di fragilità ISTAT, dall’indicatore di deprivazione ISTAT.
Quando si valuta lo stato di salute della popolazione residente occorre tenere conto che gli impatti misurati in termini di mortalità e malattie risentono dell’inquinamento di suolo e acque, tipico del SIN, e dell’effetto di altre matrici ambientali, in primo luogo la qualità dell’aria, nonché di caratteristiche socio-economiche, di stili di vita e di comportamento individuale.
La valutazione dell’impatto delle diverse cause necessita di studi appropriati che spesso non sono disponibili, purtuttavia il confronto dello stato di salute nei SIN con quello di aree esterne simili per i fattori di rischio non ambientali, permette un giudizio valido sul ruolo del SIN.
La stima degli eccessi di rischio di vivere nel SIN in termini relativi rispetto a vivere in aree di riferimento, sebbene non sia una misura del nesso di causalità tra una causa specifica e un effetto specifico sulla salute, assume rilevanza per la presa di decisioni finalizzate alla tutela della salute pubblica, in primo luogo per la prevenzione primaria, cioè il risanamento e l’attenuazione dell’esposizione ai fattori di rischio noti.
L’area del SIN è interessata sia da contaminazioni storiche a causa di lente o mancate bonifiche, sia da livelli di inquinamento dell’aria che da lungo tempo risultano molto al di sopra dei limiti considerati protettivi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nell’area di Taranto e Statte sono presenti sia contaminazioni storiche a causa di lente o mancate bonifiche, sia da livelli di inquinamento che da lungo tempo risultano superiori ai limiti considerati protettivi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (linee guida del 2021).
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) fornisce lo stato di avanzamento delle bonifiche nel SIN “Taranto” nel 2023. Ci sono 4.383 ettari perimetrati, dei quali 2.166 (49%) non sono stati esaminati, e l’8% del totale delle aree contaminate o potenzialmente contaminate ha un progetto di bonifica approvato.
L’inquinamento dell’aria, monitorato da 9 stazioni fisse, risulta di cattiva qualità se confrontato con le linee guida dell’OMS: nel 2022 il PM2,5 medio è stato pari a 12 µg/m3, 2,4 volte il valore limite OMS.
Sulla base del differenziale tra valore medio di PM2,5 e valore limite OMS si può stimare un eccesso di mortalità prematura attribuibile all’inquinamento pari a circa 90 decessi/anno (5,2% della mortalità per tutte le cause).
Per il comune di Taranto e il SIN è disponibile una grande mole di dati ambientali, anche per effetto delle molte richieste derivate dalle leggi in vigore: sul sito web di ARPA Puglia sono reperibili le relazioni annuali sui dati della qualità dell’aria nel territorio comunale dal 2013 al 2022.
Lo Studio SENTIERI
Dal 2011 lo studio SENTIERI, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha analizzato continuativamente numerosi indicatori di esito di salute (mortalità, ricoveri ospedalieri, incidenza di tumori, malformazioni congenite) nei territori comunali di Taranto e Statte.
Gli impianti presenti nell’area SIN di Taranto sono di 4 tipi: industrie siderurgiche, petrolchimico e raffineria, area portuale e discariche. Per ciascuna di queste tipologie ci sono inquinanti principali, associati a malattie sulla base di evidenze ricavate da studi scientifici.
Questi studi forniscono risultati che, nel loro complesso, sono classificati in 4 livelli per provare l’associazione tra inquinanti e malattie: non valutabili (NV), inadeguati (I), limitati ma non sufficienti (L), sufficienti (S). In linguaggio specialistico questi livelli forniscono la forza (o affidabilità) di quella che si definisce “evidenza di associazione”.
SENTIERI analizza la differenza tra il numero di morti e di ricoveri che effettivamente sono presenti (osservati) nell’area SIN in un certo periodo e il numero di morti e ricoveri che ci si potrebbe attendere, se la mortalità e le malattie fossero uguali a quelle rilevate nella regione di appartenenza del SIN (attesi in Puglia).
Per valutare la distanza tra quanto osservato e quanto atteso, ci si avvale del rapporto tra casi osservarti e casi attesi (O/A), che si esprime con un rapporto assoluto o percentuale. Per capire il livello di affidabilità del rapporto O/A si valuta l’incertezza della stima (attraverso i “limiti di confidenza al 90%”). (Esempio, considerando 10 casi osservati e 10 attesi, il rapporto O/A è uguale a 1 (o 100), cioè c’è allineamento tra mortalità nel SIN e nella regione; nel caso di 15 osservati e 10 attesi, il rapporto O/A è uguale a 1,5 (o 150), cioè in area SIN la mortalità è 50% in più rispetto alla regione; nel caso di 5 osservati e 10 attesi, il rapporto è uguale a 0,5 (o 50), cioè 50% in meno rispetto alla regione).
I risultati dell’analisi della mortalità e ospedalizzazione nel SIN rispetto al riferimento regionale realizzata nel Sesto Rapporto SENTIERI segnalano tra il 2013 e il 2018 un più alto rischio di mortalità e di ricovero ospedaliero per numerose cause, per alcune delle quali esistono evidenze di associazione con le fonti di pressione ambientale presenti nel SIN (Tabella seguente).
In tabella si riportano le cause con eccessi di rischio statisticamente significativi: la mortalità generale, per malattie del sistema circolatorio e dell’apparato digerente, i ricoveri per tutte le cause naturali, le malattie del sistema circolatorio, degli apparati respiratorio, digerente e urinario, così come ciascuna causa di mortalità e di ricovero ospedaliero in età pediatrica, adolescenziale e giovanile e le anomalie congenite, non hanno evidenza di associazione Limitata con le fonti di esposizioni ambientali presenti nel SIN, a differenza di tutte le altre cause, corredate con un *.
Tabella. Eccessi di rischio di mortalità, di ricovero ospedaliero e di anomalie congenite per la popolazione residente nel SIN “Taranto”, rispetto al riferimento regionale, nel periodo 2013-2018 (fonte: Sesto Rapporto SENTIERI, 2023).


Note – *: causa con evidenza di associazione Limitata con le fonti di esposizioni ambientali presenti nel SIN; M: maschi, F: femmine.
Altri dati sullo stato di salute a Taranto
Una serie di dati ulteriori, aggiornati e in corso di elaborazione, si ricavano da una comunicazione per un convegno tenutosi a Taranto (Bisceglia L, novembre 2023).
Per la regione Puglia, la provincia di Taranto e il distretto socio-sanitario (DSS) di Taranto, il tasso di mortalità standardizzato diretto (per 100.000 abitanti) sulla popolazione europea al 2013, è stato analizzato dall’Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale – AReSS Puglia su dati ISTAT per tutti i tumori maligni, il tumore maligno della trachea, dei bronchi e del polmone, le malattie dell’apparato respiratorio e le malattie del sistema circolatorio, per i 5 periodi 2005-2007, 2008-2010, 2011-2013, 2014-2016 e 2017-2019. Il tasso del DSS risulta superiore per le prime tre cause, sia nei maschi sia nelle femmine, rispetto ai tassi di provincia e regione, per le malattie del sistema circolatorio nei maschi è più basso fino al 2010 e più elevato dal 2011, per le femmine è allineato a quello di provincia e regione fino al 2016 e più alto nell’ultimo triennio esaminato. I tassi del DSS, oltre a essere sostanzialmente sempre superiori a quelli provinciali e regionali, aumentano in modo più marcato dal 2014 per i tumori maligni della trachea, dei bronchi e del polmone (soprattutto tra le femmine) e per le malattie dell’apparato respiratorio, portando a una differenza marcata negli ultimi tre anni; per le malattie dell’apparato respiratorio tra le femmine il tasso risulta crescente già dal triennio 2008-2010.
Per i ricoveri in ospedale, analizzati su sei trienni dal 2004 al 2021, il tasso standardizzato diretto europeo (per 100.000 abitanti) per le malattie ischemiche del cuore e le malattie polmonari cronico ostruttive mostra in ambedue i sessi valori costantemente più elevati nel DSS di Taranto rispetto a quelli di provincia e regione, per quanto in calo nel tempo.
Per le malattie ischemiche del cuore, nonostante il tasso del DSS, si nota una attenuazione della differenza tra i tassi dal 2013-2015.
L’analisi della cronicità per il 2019 ha posto a confronto la prevalenza di ciascuna provincia rispetto al dato regionale preso come riferimento, per il diabete di tipo 2, l’ipertensione, lo scompenso cardiaco e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) per l’insieme di maschi e femmine, per tutte le età. Per il diabete la prevalenza della provincia di Taranto è la più elevata e significativamente superiore a quella regionale e delle altre province, tranne Foggia. Per l’ipertensione, lo scompenso cardiaco e la BPCO il valore di prevalenza della provincia di Taranto è ancora più in eccesso rispetto ai riferimenti.
Il Registro dei Tumori della Provincia di Taranto per 21 tipologie di tumori e il loro totale ha permesso di confrontare l’incidenza osservata nel SIN di Taranto e quella attesa nello stesso SIN utilizzando il dato provinciale come riferimento, separatamente per maschi e femmine, per il periodo 2015-2019. Il rapporto tra incidenza osservata e attesa (SIR) risulta in eccesso significativo tra i maschi per tutti i tumori, i tumori del polmone, della cute e della pelle (melanomi), della pleura, della vescica e della tiroide, e in eccesso per tutte le altre cause all’infuori del colon-retto, sistema nervoso centrale (SNC) e linfoma di Hodgkin; per le femmine emergono eccessi significativi per tutti i tumori e per i tumori della testa e del collo, del polmone, della pleura, della mammella, della cute e della pelle (melanomi); tutte le altre cause sono ancora in eccesso ad eccezione dei tumori del colon-retto e del rene. Da sottolineare che per il mesotelioma si registra il SIR più elevato (all’incirca +265% nelle femmine e +90% nei maschi), con eccessi statisticamente significativi nonostante l’incertezza delle stime dovuta ai numeri ridotti.
Un recente studio effettuato dall’OMS-Europa a Taranto, per realizzare una valutazione di impatto sulla salute (VIS) dell’esposizione a lungo termine alle emissioni dell’ex-Ilva per i residenti nei comuni di Taranto, Massafra e Statte, integrato con una valutazione economica, ha confermato i precedenti risultati sull’impatto negativo dell’ambiente (emissioni della ex-Ilva) sulla salute umana, prodotti dalle valutazioni di danno sanitario effettuate dal tavolo regionale ad hoc. Gli impatti prevedibili sono stati stimati in funzione di scenari diversi di cambiamento previsti in base a differenti produzioni, emissioni e concentrazioni di inquinanti atmosferici (OMS, 2023). In particolare si legge come “nello scenario meno favorevole sono stimate 27 morti all’anno per uomini e donne di età superiore ai 30 anni residenti nel comune di Taranto, mentre la cifra diminuisce a 5 morti all’anno nello scenario più favorevole. Queste cifre forniscono una visione parziale dell’impatto complessivo sulla salute: altri fattori importanti, come la contaminazione del suolo, dell’acqua, dei rifiuti e degli alimenti, non possono attualmente essere quantificati in modo affidabile. Anche la qualità della vita, l’ambiente urbano e gli spazi verdi sono influenzati dalle politiche industriali dell’impianto siderurgico e l’impatto nei confronti di questi aspetti dovrebbe essere valutato a fondo nel quadro dell’agenda per lo sviluppo sostenibile”.
La mortalità nei quartieri mostra una elevata eterogeneità: lo studio di coorte di Leogrande et al. (2019) riporta un tasso di mortalità medio dell’intera area SIN di 900,6 per 100.000, con tassi per quartiere che variano da 529,3 a 1210,7 per 100.000, e un tasso di 983,2 nel quartiere “Tamburi Lido Azzurro” confinante con l’acciaieria (9,2% più alto del valore medio).
Lo stesso studio, effettuato con un metodo utile a ridurre l’effetto di confondimento (difference-in-differences), ha stimato un aumento del rischio di mortalità naturale (1,86%, IC95%= -0,06; 3,83%) per 1 µg/m3 di variazione annuale di PM10 industriale, principalmente per cause respiratorie (8,74%, IC95%=1,50; 16,51%), confermando l’effetto del PM10 industriale sulla mortalità naturale, soprattutto nella popolazione anziana.
Tre studi recenti aggiungono ulteriori conoscenze.
Lo studio di Gennaro et al. (2022) sulla mortalità per tutte le cause nei quartieri del comune di Taranto segnala valori di SMR (Rapporto Standardizzato di Mortalità, cioè O/A) più elevati nei quartieri settentrionali “Paolo VI”, “Tamburi” e “Città Vecchia-Borgo”, più vicini all’area industriale e ai parchi minerari (caratterizzati da deprivazione socioeconomica medio-alta), rispetto agli altri quartieri. I tassi sia di maschi che di femmine risultano in crescita dal 2011 al 2020 e sempre superiori a quelli regionali (eccesso di 1.020 decessi nel periodo 2011-2019).
Il lavoro di Strippoli e colleghi (2023) nel Progetto BIGEPI in 5 città italiane tra le quali Taranto, consegna interessanti risultati sull’associazione positiva a medio-lungo termine tra esposizione cronica a NO2 e incidenza, ospedalizzazioni o decessi, misurata tramite rapporto di rischio o Hazard Ratio, di eventi coronarici acuti (HR=1,07, IC95%=0,97; 1,18 per incrementi di 10 µg/m3) e ictus (HR=1,19, IC95%=1,02; 1,39 per 10 µg/m3), osservati al 31 dicembre 2018 in soggetti di età ≥30 anni residenti nella città al 2011, aggiustando per sesso, età e caratteristiche socioeconomiche individuali e di area. Le concentrazioni di PM10 e PM2,5 risultano associate positivamente a una incidenza più alta di ictus (con stime affette da incertezza).
Un recente studio di Giannico et al. (2024) ha indagato la relazione tra la residenza nell’area SIN, le caratteristiche del cancro al seno femminile e il tasso di mortalità, attraverso analisi di regressione su dati di prevalenza (disegno trasversale), di incidenza (disegno longitudinale), e analisi di sopravvivenza, su donne residenti nella provincia di Taranto con carcinoma mammario invasivo diagnosticato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2020, osservate lungo un periodo di follow-up fino al 31 dicembre 2021. I risultati confermano un tasso di mortalità più alto per tutte le cause per le donne residenti nel SIN rispetto a quelle residenti negli altri comuni della provincia (HR=1,22, ICr95%=1,01; 1,48), con aggiustamento per caratteristiche confondenti, suggerendo – tra l’altro – che le donne fragili affette da tumore al seno possono essere più vulnerabili ai rischi associati a un ambiente esterno svantaggiato o inquinato: un risultato coerente con quanto riportato dai precedenti studi che hanno analizzato l’associazione tra pressioni sociali e ambientali e prognosi del tumore al seno femminile.
Caratteristiche socioeconomiche
Deprivazione socioeconomica (da 1 a 5)
L’indice di deprivazione socioeconomica, utile alla misurazione del livello di svantaggio socio-economico relativo a una data popolazione secondo caratteristiche sociali e materiali del contesto di vita, assume valore massimo = 5 nel comune di Statte, mentre Taranto ha un livello intermedio = 3.
Indice di fragilità (da 1 a 10)
L’IFC come misura di sintesi del livello di fragilità dei comuni definito da Istat attraverso la combinazione di dodici indicatori elementari descrittivi delle principali dimensioni territoriali, ambientali e socioeconomiche della fragilità di questi territori, assume nel 2021 valori elevati per i comuni di Taranto e Statte, pari rispettivamente a 7 e 9.
Conclusioni per il SIN “Taranto”
Nel complesso emerge un quadro dello stato di salute con molte e preoccupanti anomalie.
Si registrano numerosi eccessi di rischio rispetto ai diversi riferimenti considerati, sia di decessi per tumori, sia di casi presenti (prevalenza) o di nuova insorgenza (incidenza) con malattie con evidenze di associazione con rischi ambientali documentati nel SIN, oltre a eccessi per tumori legati agli screening, come quelli della mammella; alcuni elementi critici emergono anche per la salute nel primo anno di vita.
Nel rilevare che gli elementi più problematici riguardano maggiormente il comune di Taranto rispetto a Statte, oltre alla documentata maggiore esposizione a rischi ambientali, c’è da tenere conto che la maggiore popolazione residente nel comune capoluogo permette confronti affetti da minore incertezza statistica.
L’osservazione nel tempo degli indicatori sopra menzionati è importante per valutare l’impatto sociale ed economico nelle aree SIN in considerazione del progredire dei processi di inquinamento e di risanamento.
Per mitigare gli impatti negativi sulla salute tenendo conto delle condizioni socioeconomiche e delle fragilità acquisite è imprescindibile una riduzione graduale ma significativa dell’inquinamento mediante interventi diretti sulle fonti di emissione e di bonifica delle matrici ambientali inquinate, accompagnata da una osservazione epidemiologica attenta ai gruppi più svantaggiati per informare azioni preventive mirate.
